Definizione della sensibilità al glutine non celiaca

  1. Definizione della sensibilità al glutine non celiaca
Weizenmehl auf dem Tisch

La sensibilità al glutine non celiaca si manifesta con sintomi non specifici a livello intestinale ed extra-intestinale che compongono un quadro clinico simile a quello di una celiachia o di un’allergia al grano. La diagnosi si basa sulla risposta a una dieta senza glutine, dopo avere escluso celiachia e allergia al grano.

L’ingestione di alimenti contenenti glutine provoca in un gruppo di pazienti una serie di sintomi quali dolori addominali, stanchezza, emicrania, eczema, disorientamento (“foggy mind”, mente annebbiata) senza che siano affetti da celiachia o da allergia al grano. Eliminando il glutine, nel giro di qualche settimana, i sintomi migliorano per poi ripresentarsi in caso di riesposizione al glutine. Ancora non è chiaro se la reazione allergica sia da imputare effettivamente al glutine o a un’altra sostanza contenuta nel grano. Oltre al glutine, l’attenzione dei ricercatori è rivolta ai cosiddetti inibitori dell’amilasi/tripsina (ATI) e ai FODMAP.

Terminologia

Per definire il nuovo quadro clinico, originariamente era stato coniato il termine Gluten Sensitivity. All’Expert Meeting 2012 i medici e i ricercatori hanno adottato di comune accordo il termine Non Celiac Gluten Sensitivity (NCGS), per rimarcare la differenza dalla celiachia.

 

Differenze tra celiachia e allergia al grano

Le tre patologie indotte dal glutine – sensibilità al glutine non celiaca , celiachia e allergia al grano – sono simili per sintomatologia e possono essere facilmente confuse. Vi sono però alcune differenze in merito ai tempi di reazione e alla patogenesi. La celiachia è una enteropatia autoimmune scatenata dall’ingestione del glutine. L’allergia al grano è una reazione IgE-mediata nei confronti di alcune componenti del grano. Anche se le persone affette da sensibilità al glutine non celiaca , in seguito all’ingestione di queste sostanze sviluppano sintomi simili ai pazienti affetti da celiachia, di norma il quadro clinico è meno compromesso e non si riscontra la presenza di auto-anticorpi, di anti-transglutaminasi o di comorbidità autoimmuni. I pazienti affetti da sensibilità al glutine non celiaca non mostrano le importanti alterazioni istologiche della mucosa intestinale tipiche della celiachia, ma lesioni minime (grado 0-1 scala di Marsh).

 

A colpo d’occhio: distinguere tra celiachia, sensibilità al glutine non celiaca e allergia al grano

CeliachiaSensibilità al glutine non celiacaAllergia al grano
Tempo che intercorre tra l’esposizione al glutine e la manifestazione dei sintomiSettimane o anniOre o giorniReazione immediata:
poche ore

Reazione tardiva:
poche ore, due giorni massimo
PatogenesiAutoimmune
(immunità innata + adattiva)
Reazione immunologica ignotaFormazione di IgE, IgE-mediata
HLAHLA DQ2/8
(nel 95% circa dei casi)
Ignota-
AutoanticorpiPositività
(alta sensibilità e specificità)
Negatività
(eccettuati anticorpi anti-gliadina IgA e/o IgG)
Positività
EnteropatiaTipicaAssente; può verificarsi lieve incremento IEL
(scala Marsh 0-1)
Assente
SintomiIntestinali ed extra-intestinaliIntestinali ed extra-intestinaliIntestinali ed extra-intestinali
ComplicanzePatologie correlate, complicanze a lungo termineNessuna patologia correlata non si conoscono complicanze a lungo termineNessuna patologia correlata
TerapiaAlimentazione senza glutine a tempo indeterminato

soggetto celiaco deve astenersi in permanenza dal consumo di alimenti che contengono tracce di glutine
La dieta va rispettata almeno per uno o due annio

IlLa soglia di tolleranza nei pazienti affetti da NCGS è variabile, l’apporto di glutine dev’essere calibrato individualmente
Può essere sufficiente rinunciare occasionalmente agli alimenti contenenti grano

Può rendersi necessario assumere cortisone